Carlo d’Inghilterra paga un’aliquota fiscale del 24 per cento. I suoi servitori, dall’autista al maggiordomo, sono tassati al 36 per cento. L’erede al trono può infatti scaricare tutte le spese personali e gode di tassazioni agevolate per la sua azienda agricola in Cornovaglia.

Gli americani con reddito medio pagano il 33 per cento delle tasse sulle loro entrate. I multimilionari come Warren Buffet pagano solo il 17 per cento, “meno di quanto hanno pagato i 20 dipendenti che collaborano al suo staff personale”, secondo quanto da lui stesso denunciato.

Si continua a non occuparsene, ma questo è il cuore della mancata soluzione alla crisi. Non si vuole chiedere alcun sacrificio ai ricchi e multimiliardari, in nome di non si sa quale regola economica, mentre si tagliano servizi essenziali come istruzione, scuola, assistenza sociale. O, peggio, si aumentano le tasse per i redditi medi, o sul consumo di beni a larga diffusione.

Gli Stati sono Robin Hood all’incontrario: rubano ai poveri per lasciare in pace i ricchi.

Non è ora di dire basta?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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