Paralare di Calderoli è sempre un piacere; oggi più del solito. Dopo la “legge porcata” e il “federalismo di cartapesta”, ha deciso di aggiungere una perla al suo invidiabile cursus honorum definendo la ministro Kyenge un orango. Per poi iniziare, nel più perfetto stile del ventennio berlusconleghista, a minimizzare. “Una battuta”, “uno scherzo”, e via cialtronando.

No, adesso basta: o Calderoli si dimette subito senza se e senza ma, o Pd-Sel-Mov5stelle devono cacciarlo loro dalla vicepresidenza del Senato. Come? E’ semplice: basta uscire in massa dall’aula ogni volta che lui presiede la seduta.

Contro l’imbecillità o contro il razzismo, tolleranza zero. Tra l’altro, a Calderoli e ai suoi amici leghisti dovrebbe piacere.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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