Siamo storicamente il Paese delle riforme annunciate. Si discute, di dibatte, ma poi non si fa niente. Il Paese dell’eterno ritorno degli stessi problemi, temi, argomenti. Da qualche anno però, le cose sono cambiate. Siamo diventati il Paese che fa più riforme di tutti: riforma delle pensioni, riforma del lavoro, riforma della Pubblica Amministrazione. Sforniamo riforme in continuazione, su qualsiasi argomento.

Peccato che siano tutte riforme di carta. In effetti, prendendo qualsiasi materia, non c’è argomento che non sia stato affrontato da una riforma. Alla quale però seguono decine di decreti attuativi. E, prima che essi vengano emessi, ecco varare una nuova riforma sullo stesso argomento. Spesso una controriforma: qualcuno ha detto che siamo bravi a disfare, più che a fare. Tutto, purché non fare davvero, dando attuazione ad una riforma, fosse anche sbagliata.

Nel Paese di gattopardi, abbiamo sostituito il non fare al far finta di fare. E’ un vero peccato, perché senza riforme l’Italia non sopravvive.

Ma di troppe riforme (di carta) finirà per morire.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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