1) Le zone costiere delle Isole Maldive e Kiribati rischiano di essere sommerse a breve a causa dei cambiamenti climatici. I 350 mila abitanti si preparano ad essere ospitati dall’Australia.

2) La produzione di petrolio da sabbie bituminose minaccia in Canada le popolazioni che vivono attorno ai giacimenti, inquinando le falde acquifere e la carne di alce; l’estrazione ha distrutto una regione grande quanto la Florida.

3) L’estrazione di petrolio dal delta del Niger è devastante per gli ecosistemi e le popolazioni residenti, anche per la pratica illegale di bruciare il gas che esce dai pozzi petroliferi insieme al greggio.

4) La produzione di carta da parte della multinazionale APP – che non mette in campo nessuna pratica di sostenibilità – sta portando alla scomparsa delle foreste pluviali dell’Indonesia, uno dei più importanti ecosistemi del pianeta.

5) Terremoto e tsunami in Giappone, provocando l’esplosione del reattore di Fukushima in Giappone hanno costretto allo sgombero di 110 mila persone; 21 mila vivono ancora fuori e centinaia di migliaia di persone sono esposte ai rischi a lungo termine.

6) La marea nera (tra 460 e 800 mila tonnellate di petrolio) della Deepwater Horizon della BP, che per oltre 106 giorni si è riversata nel golfo del Mexico rappresenta il più grave danno ambientale marino della storia USA. Il risarcimento è stabilito in 20 miliardi di dollari. I reali danni sono tutti da valutare.

7) L’onda di cianuro partita il 31 gennaio 2000 dalla miniera d’oro della Esmeralda Exploaration ad Auriol, in Romania, ha ucciso due affluenti del Danubio e punta alla foce del fiume blu, la più grande zona umida d’Europa. La compagnia australiana ha dichiarato fallimento e nessuno ha mai risarcito un solo euro.

8) La multinazionale Chevron-Texaco, durante le operazioni di esplorazione e sfruttamento delle risorse petrolifere nell’area del Lago Agrio in Ecuador, ha inquinato oltre due milioni di ettari, contaminando gravemente la foresta amazzonica. Il reato rimane al momento impunito.

9) La superpetroliera Haven, affondata nel Mar Ligure il 14 aprile 1991 ha provocato la morte di 5 uomini dell’equipaggio e lo sversamento sui fondali marini di 134 mila tonnellate di petrolio. Il risarcimento è stato irrisorio.

10) Il disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986, presso la centrale nucleare Lenin rese necessaria l’evacuazione circa 336 mila persone. Non esistono ancora oggi dati ufficiali e definitivi sui decessi ricollegabili alla tragedia. Non venne accertata alcuna responsabilità penale.

11) Ad Abra Pampa, Argentina del Nord, si trova una montagna formata da 30 mila tonnellate di piombo, proveniente dalle lavorazioni di un impianto chiuso negli anni ’80. L’81% della popolazione infantile della città è esposta ai danni cerebrali derivanti dal piombo; danni non trattabili.

12) Il 3 dicembre 1984 nello stabilimento per la produzione di pesticidi della Union Carbide India Limited, situato a Bophal, si sprigionò una nube tossica di isocianato di metile. La nube uccise oltre 2000 persone e ne avvelenò decine di migliaia. Il risarcimento danni è stato irrisorio.

E’ la lista nera dei peggiori crimini contro la Terra e l’umanità, presentata dalla Supernational Environmental Justice Foundation (Fondazione SEJF) per mostrare che molte delle devastazioni che hanno colpito o stanno colpendo il nostro Pianeta sono impunite.

Alzi la mano chi ne conosceva più di quattro. Però sappiamo tutto dei calli di Brunetta, della palestre della Idem e dei gargarismi di Balotelli.

Tra un disastro ambientale e l’altro…Buona giornata, mondo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci