La struttura padronale e la deriva demagogica del Movimento 5 stelle è triste, anche se prevista da molti. Tanti altri non l’avevano capito. O forse speravano che, dandogli le “munizioni” giuste, CasalGrillo avrebbe cambiato pelle e da guitto si sarebbe trasformato nel vero interprete del bisogno di cambiamento di questo Paese. Un film che non vedremo. Perché ne stanno girando un altro: epurazioni, purghe staliniane, soffocamento del dissenso, attenzione ai problemi dell’Italia meno di zero; meno del Pd e del Pdl, il che è tutto dire.

A furia di epurare, ne resterà soltanto uno. D’altronde, CasalGrillo lo diceva già. Un partitucolo del 5-6 (stelle) per cento, che non conta niente e può permettersi di abbaiare alla luna sui “politici”, lucrando un po’ di notorietà e anche qualche soldino, se possibile, trollando i tanti che ci avevano creduto. Che si rifugeranno nell’astensione, come è già successo alle amministrative.

Un film con un finale già scritto: Caslagrillo che esce dal villone di Nervi, bello come un highlander, travestito da Terminator, illuminato dalla luce azzurrina di un computer collegato ad una non meglio identificata “rete” che urla a squarciagola: “Uno vale uno e voi non valete un cazzo”

Che brutta fine, cari 5stelle.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci