Leggere l’analisi del voto fatta dal sempre più grande CasalGrillo non sorprende. Sconcerta. Perché è un’analisi lucida: i risultati del voto per l’Italia, dove metà degli elettori è delusa dai partiti e sceglie di non votare, è una sconfitta della democrazia. Peccato che sorvoli su un piccolo dettaglio: i più delusi di tutti sono quelli che tre mesi fa hanno votato per Grillo, che è quello che paga il prezzo più alto dell’astensionismo.

Il fine stratega di Nervi sorvola sul suo macroscopico errore: aver continuato a fare il guitto, l’”alieno”, l’anti-politico, dopo aver conquistato un terzo dell’elettorato. Aver scelto l’”aventino” anziché sfidare gli altri – Pd in testa – sui problemi italiani. Neppure il più autolesionista dei dirigenti del Pd ci sarebbe riuscito.

Il bello è che si persiste: anziché preoccuparsi di dare risposte ai veri problemi del Paese CasalGrillo e i replicanti a 5 stelle insistono su diarie, rimborsi elettorali e dirette streaming. Cose belle, ma bricioline rispetto a crisi economica, disoccupazione giovanile, sburocratizzazione, semplificazione istituzionale. Non capirlo è da finti tonti.

E’ vero che alle elezioni c’è stata una vittoria di Pirro. Solo che non è quella del Pd di l’altro ieri. Ma quella di Grillo tre mesi fa.

E questo, non capirlo, è da veri scemi.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci