“Non ti fidar di un gelato a mezzanotte” cantava il Quartetto Cetra, o forse era bacio, non mi ricordo bene. Chissà che avrebbero cantato sulla vicenda del coprifuoco del gelato, che è stata raccontata qui, e delle polemiche (alcune molto tristi) che ne sono seguite.

L’amministrazione comunale ha pensato di mediare tra la voglia di divertimento dei partecipanti alla “movida” milanese (e ai relativi interessi dei commercianti) e l’esigenza di tranquillità dei residenti. E se ne è uscita con un’ordinanza ridicola. Adesso, comunque farà, sbaglierà; ma in questo mare di polemiche – da destinare ad argomenti più consistenti, a Milano non ne mancano – forse basterebbero due cose banali.

Un briciolo di reciproca tolleranza e soprattutto un po’ di sana educazione, e le esigenze dei residenti si sposerebbero con il divertimento (e gli interessi) degli altri. Cose che in Italia scarseggiano e che purtroppo non si comprano al supermercato. Le si chiede alla politica, che già è incapace di suo. Ma anche noi non scherziamo.

Buon gelato a tutti. Anche dopo mezzanotte.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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