L’Italia non sarà ingovernabile, come ha detto il tedesco commissario europeo all’Energia Guenther Oettinger, ma certo a guardarla non sembra ispirare ottimismo. I problemi, è vero, sono tanti. Ma le potenzialità del Paese pure. Basterebbe un po’ di voglia di futuro, un briciolo d’ansia di cambiamento. E che ti fa la politica?

Il Pd continua a preoccuparsi solo di una cosa: farsi la guerra tra i suoi ducetti per la futura leadership di partito e di governo, accapigliandosi sulla lana caprina. Il Pdl continua ad occuparsi di una cosa sola: il destino personale del suo padrone. La Lega nord è morta, ha anche smesso di latrare i suoi evergreen: federalismo e Roma ladrona. I centristi di Monti, non pervenuti. Sel chi?

Il Mov5stelle, che prometteva “Ci vediamo in Parlamento”, ora che in Parlamento ci sta pare incapace di occuparsi d’altro che delle faide interne o della fedeltà al capo, facendo tutto meno che proposte “concrete” che stanino gli altri sulla politica e non sulle dirette streaming.

Mentre la ragione induce al pessimismo – oltre tutto, siamo a giugno e sembra novembre – l’unico appiglio per l’ottimismo della volontà è che questa sarà una legislatura breve, che questi parlamentari occupano seggi di fine stagione e che presto ci toccherà rivotare.

Certo, il rischio che poco cambierà è forte. Ma sarà difficile peggio di così.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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