C’è un cielo azzurro, velato solo da qualche nuvola leggera, sull’autostrada Trapani-Palermo; c’è un’aria nuova tra le risate della gente perbene che dalle spiagge affollate per quest’anticipo d’estate del ’92 volano leggere. Volano fino a quella Croma marrone, quella Croma bianca e quella Croma azzurra che filano veloci sull’autostrada. Vanno verso la città, sono ormai alle cementerie, fra lo svincolo di Capaci e isola delle femmine.

Sono quasi le sei in punto nell’ombra della sera, quando un grande botto esplode tra lo svincolo di Capaci e isola delle femmine. 5 quintali di tritolo alle sei della sera, e l’autostrada Trapani-Palermo diventa il cratere di un vulcano che inghiotte la Croma bianca, la Croma azzurra, la Croma marrone. Vito, Rocco, Antonio, Francesca e Giovanni muoiono. Intorno è silenzio. Niente più risate, niente più estate, niente speranza tra le persone inermi. Solo fumo soffocante tra le sirene impazzite.

Sopra Palermo oggi c’è un cielo grigio, velato da nuvole curiose. Dal mare un vento freddo spazza via i sogni di un’estate troppo breve da dimenticare. C’è un gran silenzio nella notte e l’estate tarda ad arrivare; c’è chi scrolla le spalle, chi sorride fingendo dolore, chi ha dimenticato, chi ha fatto “accordi indicibili”. C’é chi non vuole sapere, vedere, sentire; ma la speranza delle persone perbene continua a volare.

La puoi quasi toccare, nel cielo sopra Palermo.

“La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni” (Giovanni Falcone)

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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