Un domenica mattina come tante, in una città come tante, su una strada come tante. Luca guida la sua auto. La strada è poco trafficata, Luca guida piano, dentro si parla e si scherza; tra poco si pranza e manca meno di un chilometro a casa. Un’auto sopraggiunge a gran velocità, s’incolla rabbiosa a quella di Luca, sembra Alonso dietro un doppiato che non dà strada. Pochi secondi e poi il sorpasso. Avventato: un’altra auto che sopraggiunge in senso contrario. Lo schianto inevitabile.

Luca guarda attonito la scena, e riconosce nell’uomo seduto al volante di quelle lamiere contorte Mauro, un suo vicino di casa, con accanto il figlio. Si ferma e chiama la Polizia. Per fortuna tutti se la cavano solo con qualche contusione e ferite superficiali.

In Italia ogni anno ci sono più di 200 mila incidenti stradali con lesioni a persone, circa 550 al giorno, 22 all’ora, uno ogni 3 minuti. Ogni anno muoiono circa 3.860 persone, e ne restano ferite oltre 290 mila. Cose che si sanno, che si ripetono spesso, che in molti provocano anche un certo senso di fastidio.

Chissà se Mauro, con la sua fretta di arrivare a casa – uno dei 790 che, come ogni giorno, anche nella tranquilla domenica di ieri sono rimasti feriti in un incidente stradale provocato da stupida fretta, distrazione, non rispetto delle regole o chissà cos’altro – le sapeva.

E chissà se ora le ricorderà.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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