E’ una bella giornata di sole. Un sacco di gente per le strade che viene e va. Il vento accarezza i capelli delle ragazze che aspettano alla fermata dell’autobus e i bambini chiassosi davanti alla scuola. C’è gente che si reca al lavoro senza tanta allegria, altra piena di rabbia perché il lavoro l’ha perso o non lo trova. Ma non s’arrende.

Certo, c’è anche chi si ritaglia un posto al Sole fregando la speranza della brava gente; quelli che ammorbano in rabbia distruttiva le loro energie, prendendosela con gli altri per i loro fallimenti personali. Mediocri innamorati del loro insuccesso ed imbecilli che si credono geni. Ma, mentre il sole sale, si sente ancora tanta voglia di fare, di costruire, di vivere. Nonostante tutto.

Ecco, Italia che vaghi a tentoni nel buio, che ti muovi incerta e un po’ puttana in questo mondo smarrito, vorrei per una volta chiederti una cosa. Smetterla di protestare, di lamentarti degli “altri”, fai uscire quel tanto di meraviglioso di te che hai, che ti rende così ammirata e, pensa un po’, persino invidiata nel mondo. Và dove ti porta la tua millenaria voglia di esserci, anche tra le tue mille contraddizioni. Con un briciolo di illogica allegria come compagna.

Il futuro è un sempre un romanzo di pagine bianche, tutte ancora da scrivere. Buongiorno.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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