Gianni Alemanno ha lanciato un referendum on line, chiedendo ai “cittadini” di Roma se preferivano abbandonare Equitalia per affidare la gestione della riscossione delle tasse al Comune o ad altra società privata. Ha stravinto l’abbandono di Equitalia, che diverrà operativo dal 1 luglio.

Geniale. Sanzioni e regole non cambieranno perché dipendono da Leggi nazionali e Delibere comunali. Però riscuotere le tasse locali sarà meno semplice, perché gli uffici comunali non sono pratici del mestiere e saranno anche più “condizionati” per comprensibili ragioni elettorali. E se ci saranno buchi, saranno tappati comunque dai contribuenti.

Ma geniale è proprio l’idea di affidare questa decisione a un referendum “popolare”. Per di più on line, che – come insegnano le Quirinarie di Grillo – non sono certo un esempio di estesa partecipazione popolare e di “trasparenza”.

Una genialata che Alemanno potrebbe estendere ad altre materie: chiedere agli studenti romani se preferiscono studiare o andare a divertirsi. Ai clienti dei ristoranti romani se preferiscono pagare il conto o mangiare gratis. Agli amministratori delle municipalizzate se preferiscono aumentarsi lo stipendio o dimezzarlo. Referendum per referendum, scemenza per scemenza, potremmo lanciarne uno anche noi.

Chi è stato er mejo amministratore de Roma: Alemanno o Nerone?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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