Angelo Becciu, facente funzione di Tarcisio Bertone come segretario di Stato in Vaticano, ha smentito sull’Osservatore Romano che Papa Bergoglio abbia mai detto che lo Ior, la banca del Vaticano che spesso – e sempre in modo poco lusinghiero – è salita alle cronache, sia “necessario fino a un certo punto”.

Becciu ha ragione: la stampa spesso travisa e distorce la realtà. Leggiamo per esteso la dichiarazione di Papa Bergoglio: “Quando la Chiesa fa delle organizzazioni e uffici e diventa un po’ burocratica, la Chiesa perde la sua principale sostanza e corre il pericolo di trasformarsi in una ong. E la Chiesa non è una ong. La Chiesa è una storia d’amore”. Chiaro, no?

Prosegue Bergoglio: “Ma ci sono quelli dello Ior … scusatemi, eh! … tutto è necessario, gli uffici sono necessari …Ma sono necessari fino a un certo punto: come aiuto a questa storia d’amore. Ma quando l’organizzazione prende il primo posto, l’amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una ong. E questa non è la strada”. Ancora più chiaro, no?

Sarà perché Bergoglio era stato chiaro, che questa dichiarazione – riportata fedelmente dalla Radio Vaticana – è stata depurata dall’Osservatore Romano, che ha evitato di citare lo Ior nel suo resoconto dell’omelia pronunciata alla Chiesa di Santa Marta, davanti a diversi dipendenti della Banca. Per questo è chiaro che questo Papa è tanto amato dalle folle, ma pare un po’ meno amato dalle gerarchie.

Perché è vero che “la Chiesa non si governa solo con le Ave Marie” (Monsignor Marcinkus). Ma è anche vero che “San Pietro non aveva una Banca” (Cardinal Onayekan).

E neppure San Francesco.

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