Le elezioni. Il post elezioni. L’inconcludenza della politica italiana. Grillo, Casaleggio e i 5stelle. L’euro, la Bundesbank, l’inciucio. Napolitano e Letta. Berlusconi e Bersani. La Juve e il Milan. Il “si stava meglio quando si stava peggio”. Il Festival del giornalismo, i dibattiti. Copie vendute, pagine web, redazioni al lavoro. Pagine, pagine, agenzie, dichiarazioni, commenti, post su Facebook, su Twitter.

Ogni giorno nel mondo muoiono 19 mila bambini, per cause prevenibili e curabili. Fa poco meno di 7 milioni l’anno: molto più della popolazione del Veneto, non molto meno di quella della Lombardia. Un terzo circa muore per malnutrizione, mentre nel mondo circa un terzo del cibo finisce nella spazzatura. Niente articoli. Neppure una riga nelle pagine interne. O un post, un cenno, un pensiero. Un tweet.

Anche questo piccolo spazio annoierà i 36 piccoli lettori. Molti diranno: certo, è triste, ma è così. Forse qualcuno penserà persino: uffa, la solita retorica terzomondista e bambinista. Io stesso, da domani, ricomincerò a scrivere dei ruttini di Berlusconi, dei gargarismi di Grillo, dei sospiri di Renzi: la solita musica, le solite note, i soliti accordi.

Sì, c’è qualcosa che non va.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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