La spettacolare deflagrazione del Pd, il Partito Disintegrato (pardon, Democratico) sembra inarrestabile. Per dire: leggendo interviste e dichiarazioni post disastro, nessuno pare aver davvero compreso che quanto accaduto costerà milioni di voti e qualche anno per provare a recuperare la credibilità perduta. Ma non è tutto.

Nell’analisi delle responsabilità, molti dicono e scrivono che la “colpa” sia la presenza di troppi parlamentari giovani, inesperti e non consapevoli del loro ruolo, portati in aula dalle parlamentarie. Questa è ad esempio la tesi della signora Rosy Bindi.

Ora, i 101 parlamentari che la mattina hanno incornato tra gli applausi Prodi per poi pugnalarlo alla schiena nel pomeriggio sono dei perfetti imbecilli. Ma non si sono ispirati a Twitter, a Facebook, o allo spirito santo; hanno semplicemente obbedito agli ordini di qualche vecchio capobastione (si chiami D’Alema, Veltroni, Marini, Bindi, Finocchiaro o altri poco importa) che, innamorato di sé e della propria ventennale capacità di costruire disfatte, li ha usati per questo ultimo capolavoro.

L’unico servizio che potete fare ai vostri elettori – e al Paese, che di un grande partito europeo e riformista ha un urgente e disperato bisogno – è restare zitti per un po’; diciamo per sempre. E, possibilmente, togliervi definitivamente dalle scatole.

Così, forse, la smetterete di farci del male.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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