Ma che grande idea ha avuto Berlusconi! Mandare Pierluigi Bersani, il principale ostacolo al governissimo, al Quirinale. Certo che Silvio è strano: per anni ci ha martellato gli zebedei sui comunisti che sono sempre gli stessi, mangiano i bambini e bevono il sangue, e adesso vuole a tutti i costi un governo assieme a Bersani. Anzi, se quello proprio non ci sta, lo vuole sette anni al Quirinale.

Siamo ormai alla commedia dell’arte. E il bello è che tutto questo avviene mentre continuano le litanie sulla “stabilità”, mentre Napolitano esala gli ultimi respiri al Quirinale, Grillo s’inventa l’ennesima buffonata delle quirinarie, trasparenti come le fogne di Calcutta, e il Pd fa l’unica cosa che sa fare: spaccarsi, autodistruggersi, farsi del male; senza farci mancare lo straordinario spettacolo del rottamatore e del rottamato (ma siamo sicuri?) che s’incontrano beatamente a Firenze.

Mentre l’Italia è da mesi senza governo, non ci sono soldi da maggio per la cassa integrazione, occorre decidere a breve come spendere le risorse della nuova programmazione comunitaria (unici soldi freschi fino al 2020 per fare sviluppo economico), la danza prosegue e durerà ancora per un po’.

Al Quirinale, un nome solo è al comando, l’unico in grado di rappresentare l’unità nazionale, lo spirito italiano in questo amaro crepuscolo 2013. Sostenetelo nella piazze, nei forum, nelle sezioni di partito. Votatelo anche nel blog di Grillo!

Tafazzi for President.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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