Grillo non lo capisco. Sta disperdendo a colpi di Vaffa un capitale politico di oltre 8 milioni di italiani che hanno chiesto cambiamento. Non so quanti di loro riuscirà nuovamente a convincere che lo stallo non sarà avvenuto – anche, se non soprattutto – per colpa sua.

Bersani non lo capisco. Ha provato a mostrare – comunque in grave ritardo – il suo Partito come quello che avrebbe dovuto essere: il motore del rinnovamento dell’Italia. Adesso si ostina a voler fare il premier, anziché prendere atto dei rifiuti altrui e godersi lo stallo provocato da altri, scegliendosi almeno, senza se e senza ma, il nuovo Presidente della Repubblica.

Napolitano non lo capisco. Ha fallito con il governo Monti, una sua creatura. E si ostina a far finta che l’Italia sia un Paese normale, con i suoi stucchevoli appelli al bene comune che tutti fanno propri a parole ma nessuno segue con i fatti. Dovrebbe semplicemente prendere cappello e lasciare ad un altro la responsabilità della carica.

Silvio invece lo capisco, eccome se lo capisco. Nonostante sia oggettivamente impresentabile e sia il principale responsabile della crisi economica e politica italiana ha mantenuto un forte seguito elettorale, si riprenderà i voti in libera uscita di Monti e pure un po’ di quelli di Grillo, vincendo in carrozza le prossime elezioni.

Con certi nemici che lavorano gratis per lui, non ha davvero bisogno di amici.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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