Le due vicende, tra loro diverse, delle sorprendenti dimissioni in Parlamento – e della vicenda vergognosa dei due Marò che le ha provocate – del ministro Terzi, e le dichiarazioni sopra le righe dell’Assessore siciliano Battiato hanno, a pensarci bene, qualcosa in comune. E fanno pensare. Perché vengono da due “eccellenze”: un grand commis di Stato che l’emergenza default ha portato poco più di un anno fa alla Farnesina; un grande artista e uomo di cultura, che il vento nuovo siciliano ha portato a responsabilità politiche.

Forse, nella nostra ansia di governi tecnici, governi di personalità eccellenti, governi di alto profilo, governi del Presidente, abbiamo scordato una cosa semplice: che la distinzione tra politica e società civile è falsa. Che il vento dell’anti-politica, alimentato anche da molti politici impresentabili, ci ha fatto scordare che la distinzione vera è un’altra: quella tra buona politica e cattiva politica.

Tra pochi mesi si tornerà a votare. Ricordiamocelo. Per evitare di riempire il Parlamento di dilettanti allo sbaraglio, di vecchi e nuovi filibustieri, di eccellenze che non sanno eccellere. E di nani e ballerine (non è un offesa sessista, vero?) che sostengono la tesi che il loro capo davvero credeva che una ragazza marocchina minorenne che partecipava a certe serate eleganti era la nipotina di un leader politico di un Paese arabo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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