Dopo la guerra senza esclusione di colpi per la conquista del voto dei moderati italiani, ecco che questa parola torna di moda: l’ha tirata fuori Berlusconi, reclamando un “moderato” al Quirinale. L’idea ha un certo fascino: per quel posto serve saggezza, lungimiranza, pazienza. Negli ultimi ventuno anni ne è servita tanta.

Ma chi sarà il moderato a cui pensa Silvio Berlusconi? Se stesso, che giusto ieri ha definito la magistratura, un potere dello Stato, “un’associazione a delinquere”? Un Verdini, un Bondi, uno Sgarbi, un Brunetta? Oppure gente cresciuta a pane e fascio come La Russa e Gasparri? Oppure tipi cresciuti a pane e conflitto d’interessi, un Confalonieri, un Gianni Letta, un Ennio Doris? O, siccome è ora di una donna, una Daniela Santanché?

Un moderato al Quirinale noi lo ricerchiamo (tranquillo, Silvio: ricercare non nel senso che pensi tu). Sarebbe interessante conoscere il tuo “dinosauro dal cilindro”. Nel frattempo, se qualcuno scova un moderato tra i dirigenti del Pdl, lo segnali.

Magari lanciamo una petizione a suo favore.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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