Giorgos Katidis, ventenne centrocampista dell’AEK Atene, ha festeggiato il gol della vittoria con un inequivocabile saluto nazista. E’ stato radiato a vita dalla nazionale, probabilmente verrà anche cacciato dal suo club. Lui si è difeso dicendo “Non sono un fascista e non l’avrei fatto se avessi saputo che cosa significava”. Il suo allenatore Edwald Lienen ha aggiunto: “Sono al 100 per cento sicuro che Giorgos non sapeva quello che faceva”.

Katidis e Lienen forse se ne rendono conto, ma la scusa è quasi peggio del gesto. Perché se si trattasse di una pietosa bugia per mascherare un orientamento politico spregevole farebbe ridere, se invece fosse la verità farebbe piangere. No, non è proprio ammissibile non sapere cose significhi il nazismo: neppure il peggiore degli ignoranti e degli imbecilli può permetterselo.

E’ arrivato il momento, per tutti noi uomini e donne di buona volontà e di tanta, troppa pazienza, di dire basta. Girano troppi imbecilli, anche tra quelli che “contano” nell’opinione pubblica, che seminano bugie, odio e razzismo senza essere zittiti e puniti come meritano: nello sport, nei media, in politica.

E’ arrivato il tempo della tolleranza zero. Contro l’imbecillità.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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