Dopo l’invasione del tribunale di Milano da parte di tutti parlamentari neo eletti del Pdl il presidente Napolitano ha scritto in una nota che “è comprensibile la preoccupazione del Pdl di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento, che si proietterà fino alla seconda metà del prossimo mese di aprile”. Il presidente Napolitano dice di muoversi sempre per il bene del Paese. E Napolitano, si sa, è un uomo d’onore.

Per il bene del Paese, quindi, sarà bene sospendere almeno fino a metà aprile tutti i processi in corso che vedono Berlusconi imputato: altrimenti sarebbe impossibile avviare a legislatura, scegliere i presidenti delle Camere, eleggere il nuovo Presidente della Repubblica e magari anche far nascere un nuovo “Governo del Presidente” senza i voti determinanti – dato che CasalGrillo si è dato malato – del Pdl.

Se le cose stanno così allora, per il bene del Paese, se Berlusconi reclamasse la presidenza della Repubblica bisognerebbe dargliela. O se decidesse di entrare nel tribunale di Milano e insultare un magistrato (o peggio) bisognerebbe chiudere un occhio: non si può impedirgli, almeno fino a metà aprile, di partecipare al libero gioco democratico.

Ma siamo sicuri che il bene del Paese sia far nascere un governo sotto il ricatto dei voti di un partito che non esita a compiere un atto gravissimo per salvare il suo capo da una condanna giudiziaria? Che penseranno tutti gli italiani onesti di questo fatto? Come potremo chieder loro di rispettare la legge, di pagare le tasse. Di quale bene parliamo? E di quale Paese? Napolitano, che è un uomo d’onore, sarà certamente capace di rispondere.

Io no.

“Povero paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”.

I miei 36 piccoli lettori sanno che di Beppe Grillo penso tutto il male possibile. Ma stavolta, a malincuore, non posso che sottoscrivere.

 Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci