E se mandassimo Beppe Grillo a Palazzo Chigi? Il capo del Mov5stelle che si misura con la fatica del governare: prendere decisioni, fare riunioni, mediare tra gli interessi. Se fossi Bersani, lo direi a Napolitano, che chiede responsabilità e sacrificio nell’interesse dell’Italia. Bene, visto che Grillo e i suoi non sono sufficientemente responsabili per appoggiare un governo del Pd, il Pd dovrebbe appoggiare un governo Grillo, sfidandolo sulle cose da fare, votando volta per volta i provvedimenti proposti.

Fantascienza? No, un atto di chiarezza. E’ giusto che Grillo – il vincitore, secondo tutti, di queste elezioni – si prenda questo compito. E’ giusto che chi ha votato Grillo, la maggioranza relativa degli italiani, lo veda all’opera e lo giudichi, passando dalle parole ai fatti. Danni irreparabili non può farne: in Parlamento comunque dovrebbe passare, ed eventuali scelte dissennate sarebbero comunque bloccate alla Camera dei Deputati. Magari ci stupisce: dissotterra l’ascia da guitto e si mette a fare il premier. E se fa i miracoli che promette, chapeau.

Purtroppo, non accadrà. I politici di professione non avranno il coraggio di passare la mano. Ma soprattutto, Grillo non avrà mai le palle per farlo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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