Il problema dei problemi? Il lavoro che non c’è. Finita la sbornia elettorale, qualcuno se ne dovrà occupare. Ma bisogna avere chiaro cosa sta accadendo nel mercato del lavoro. E’ così? Forse no, nonostante se ne discuta molto. La parola chiave per comprendere i cambiamenti nel mercato del lavoro europeo ed italiano è Job polarisation: polarizzazione del lavoro.

Aumenta la domanda dei lavori poco qualificati: badanti, fast food, addetti alle pulizie. Cresce anche, ma meno, quella dei superprofessionisti molto ben pagati. Perché si tratta di lavori non facilmente rimpiazzabili dall’evoluzione tecnologica o da delocalizzazioni all’estero. Si riduce invece sempre più la domanda dei cosiddetti “middle skilled”, le posizioni intermedie: impiegati, operai, artigiani.

E’ già successo nell’ultimo decennio. E succederà ancora di più nei prossimi vent’anni. Un cambiamento epocale, con conseguenze epocali sulla nostra vita, la nostra società, il nostro futuro. Si fanno studi, convegni, si ipotizzano scenari, si progettano politiche, se ne dibatte molto. A Bruxelles, a Berlino, a Parigi, a Londra.

Roma e dintorni, non pervenuti. Buona sbornia a tutti.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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