Pare che la coalizione rosso-verde, la “sinistra di governo” che ha appena vinto le elezioni in Bassa Sassonia voglia abolire le bocciature in tutte le scuole. Per “risparmiare un’umiliazione personale a chi deve ripetere l’anno”. L’ennesimo capitolo della lotta tra egualitarismo e meritocrazia, in corso dal ’68 o giù di lì?

Non ci sto. Da figlio di genitori poveri che, come milioni di italiani, hanno fatto sacrifici per farmi studiare, non vorrei che davvero, in nome dell’egualitarismo, finiremo per scambiare l’intolleranza agli errori di ortografia e alle sgrammaticature per una forma di discriminazione di classe. Uguaglianza non fa rima con ignoranza, ma con opportunità: per questo serve investire nell’istruzione, aiutando “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”.

Qualche maligno dice persino che la sinistra di governo della Bassa Sassonia in realtà voglia, nascondendosi dietro l’egualitarismo, semplicemente risparmiare soldi: i bocciati “costano” allo Stato tedesco un miliardo l’anno.

Cari signori, l’ignoranza non è di sinistra: anzi, spingere verso l’ignoranza (magari per risparmiare un po’ di soldi) è una politica di “destra”, che più di destra non si può.

Chiedere a Berlusconi, Gelmini e Tremonti.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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