Se votassero i principali quotidiani nazionali, Monti vincerebbe in carrozza, seguito da Berlusconi. Bersani sarebbe terzo e poco “votato”, Grillo non esisterebbe, quasi ignorato. E’ quanto emerge da quest’analisi sul numero di citazioni dei principali quotidiani nazionali dei contendenti elettorali.

Non è un quadro lusinghiero per la stampa: l’oscuramento di Grillo, al di là della dubbia proposta politica del personaggio, è al limite della censura. E non si può dire che il personaggio non le spari grosse per catturare l’attenzione, bravo in questo quanto Berlusconi; che però riceve ben altro trattamento dai quotidiani, compresi quelli “nemici”.

Curioso il trattamento per Bersani: è vero che l’uomo ha fatto l’impossibile per non farsi notare, con un autolesionismo degno del miglior Tafazzi. Ma non basta a giustificare la scarsa attenzione dei quotidiani. Monti invece non “sfonda”, nonostante gli sforzi dei “poteri forti”, che forse non sono poi tanto forti.

Ma una cosa fa ombra a tutte: i quotidiani italiani sono meno credibili di un piazzista, autorevoli come un elenco del telefono, comunicativi come il segnale orario.

Non spostano voti: d’altronde, o forse proprio per questo, in Italia li leggono quattro gatti.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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