C’erano una volta un sostituto procuratore che voleva indagare sul Presidente della repubblica e siccome glielo impedivano voleva andarsene in Guatemala e un sindacone partenopeo che fu eletto a furor di popolo. Assieme a un po’ di reduci comunisti e al magistrato dei Valori, si unirono per fare una rivoluzione civile.

Che bello, pensò un giornalettista di provincia, finalmente ci sarà una voce in più a lottare contro l’ingiustizia in Parlamento, che si occuperà di cose serie e non le manderà a dire ai furfanti, ai ladri, ai conservatori di questo Paese!

Ma purtroppo i sogni svaniscono all’alba: il magistrato tornato dal Guatemala prima si paragonava a Falcone (va bene che la modestia non è mai troppa, ma insomma…) e poi, scherzava con Berlusconi mentre attaccava la Bocassini. E il sindacone, mentre finiva il gasolio dell’azienda pubblica trasporti della sua città, diceva di non entrarci per niente, di non saperne niente…forse troppo impegnato a farsi vedere allo stadio a tifare il Napoli (da Berlusconi c’è sempre qualcosa da imparare).

Niente è più nemico delle rivoluzioni che conoscere meglio i rivoluzionari.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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