Tra i due ex premier Berlusconi e Monti, leaders italiani “affiliati” entrambi al Partito Popolare Europeo, è in corso una guerra senza esclusione di colpi per la conquista del voto dei “moderati” italiani. Una guerra che sembra vedere al momento vincitore Silvio Berlusconi.

I “moderati” in Italia hanno votato per decenni la Democrazia Cristiana. Poi, si sono buttati a pesce nel sogno berlusconiano. E molti di loro, evidentemente, non vogliono svegliarsi. Ma, al di là dei gusti – su cui, com’è noto, non si sputa – viene da chiedersi cosa ci trovino di moderato in Silvio Berlusconi i “moderati”. Perché Silvio ha tante qualità, ma quella della moderazione proprio non si riesce a scorgere.

E, allargando lo sguardo, è difficile definire moderato uno come Umberto Bossi, o come Maroni e Calderoli. Per non parlare di tipi come Verdini, Bondi, o gente cresciuta a pane e fascio come La Russa e Gasparri. E, volendo essere ancora più profondi, ci sarebbero molti modi di definire gente come Dell’Utri, Fiorito, Papa, Cosentino. Ma l’aggettivo moderato non sembra proprio così adatto.

Delle due l’una: o i moderati sono così moderati da sopportare, con moderazione, i tanti eccessi ed esagerazioni dei loro rappresentanti politici.

Oppure i tantissimi elettori di Berlusconi e della Lega non sono dei moderati.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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