Sarò banale, ma la notizia che i 100 Paperoni mondiali (Carlos Slim, Bill Gates, Warren Buffet e compagnia) hanno un patrimonio pari al Pil dell’Italia mi fa una certa impressione; come pure il fatto che nel 2012, anno terribile per tutti, essi abbiano complessivamente guadagnato altri 241 miliardi di dollari, in gran parte grazie a movimenti di borsa.

E’ il capitalismo, bellezza! Diranno i cinici o i liberisti duri e puri. Sarà. Certo, l’idea che ci sia chi – per merito, fortuna, mancanza di scrupoli – va più avanti e chi resta un po’indietro può essere accettabile. Lo è un po’ meno il fatto che una sola persona accumuli un ammasso “inutile” di ricchezze mentre milioni di persone sono in crisi; per non dire di chi muore di fame.

E’ un bel dilemma. Perché molti sarebbero contrari ad una “confisca” di ricchezze più o meno “giustamente” accumulate; ma altrettanti potrebbero arrabbiarsi pensando che grazie a variazioni nelle capitalizzazioni di borsa un uomo solo guadagna ciò che perdono intere nazioni, rovinando i milioni di persone che ci sono dentro.

Mi chiedo: questa riflessione sarà di destra o di sinistra? Sarà conservatrice o innovativa?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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