La cosiddetta Legge di Stabilità che sta per essere approvata dal Parlamento chiudendo la peggiore legislatura della storia repubblicana, sarà composta di un articolo unico fatto di 554 commi. Anche a causa dell’indecoroso finale di legislatura a cui assistiamo, non sarà la legge fondamentale della sessione di bilancio, ma uno spezzatino inguardabile di norme, normette, proroghe, proroghette.

Per riuscire a digerirla ci vorranno decreti attuativi, regolamenti, interpretazioni giurisprudenziali, tutte quelle cose che eccitano gli azzeccagarbugli e allontanano le persone normali e concrete dai palazzi, dall’interesse per la cosa pubblica, per la “Politica” con la P maiuscola.

E’ un vulnus che neppure il governo dei cosiddetti tecnici – che tanto tecnici poi non sono – è riuscito a colmare; un vizio italiano, uno dei tanti che marcano la distanza (o spread, che è più di moda) dai paesi civili.

Non siamo la Repubblica delle banane, ma quella degli azzeccagarbugli. O meglio: siamo la Repubblica delle banane proprio perché siamo quella degli azzeccagarbugli.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci