Cara Europa, volevo farti gli auguri per il tuo compleanno. Perché, anche se forse te lo sei dimenticata, sei nata in una ridente cittadina olandese, Maastricht, fanno giusto ventuno anni oggi. Non te la stai passando bene, come capita a tutti i giovani della tua età in questo periodo confuso dove sono troppo i vecchi a comandare.

Anche se hai vinto il premio Nobel, anche se sei una ragazza piena di vita, con u grande avvenire dietro le spalle, non sei felice come dovresti. Forse perché guardi al futuro con troppa preoccupazione, forse perché il tuo futuro se lo sono mangiato quelli che ti hanno fatto nascere e avrebbero dovuto garantirti un po’ più di serenità e di fiducia nell’avvenire.

Però, cara Europa, anche se hai qualche guaio che ti invecchia il viso di giovane ragazza aperta al mondo e alla vita, io ti scongiuro di non farti abbattere. Anche se tutto sembra andar storto, anche se le cose vanno male e all’orizzonte si vedono solo nubi e si annunciano tempeste, ho una grande fiducia che ce la farai.

Perché sei giovane, bella come nessun’altro al mondo, e del miscuglio di popoli, culture, idee e tradizioni difficili da conciliare che ti hanno fatto nascere c’è una grandezza che va ben oltre le miserie del quotidiano.

Perciò, vai a testa alta, sorridi, combatti per il tuo futuro. E vedrai che in un modo o nell’altro, anche tu – com’è accaduto ai tuoi nonni e bisnonni circa settant’anni fa, ce la farai.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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