Mentre discutiamo di primarie e parlamentarie, nel mondo cresce la domanda di cibo da parte di chi fino a ieri era povero (asiatici, sudamericani e altri). Mentre parliamo del futuro di Monti, la popolazione mondiale cresce vertiginosamente. Mentre ci accapigliamo sulla legge elettorale, vengono sottratti all’agricoltura terreni per costruirci, o per produrre biocarburanti.

L’aumento della domanda di cibo, la crescita delle popolazione, gli impieghi alternativi dei terreni agricoli, i cambiamenti climatici stanno causando una riduzione dell’offerta di alimentari, aumentando i prezzi dei cereali e, di conseguenza, dei mangimi. Quindi, crescono in modo veloce nel mondo il prezzo di pane e pasta, carni ed insaccati, latticini e uova.

Gli economisti la chiamano ag-flazione (inflazione dei prodotti agricoli). Per i paesi poveri del mondo, il colpo di grazia prossimo venturo. Per i paesi ricchi la prospettiva che da qui a vent’anni (un tempo in cui molti di noi saranno ancora vivi, e molti anche giovani) rischiamo di scannarci per un po’ d’acqua, di pane, di carne, di latte.

E allora quest’agitarsi su primarie, legge elettorale, futuro di Berlusconi (ancora?) sembra solo ridicolo. Ma forse è soprattutto tragico.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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