La Legge di stabilità, giurano tutti, sarà l’ultima manovra; poi, ci sarà la luce che s’intravede in fondo al tunnel. Siamo sicuri? Perché c’é chi dice che qualche problemino in giro ci sia. Uno è quello della Cassa integrazione in deroga, uno degli strumenti con cui si è fatto fronte in questi anni alla crisi occupazionale.

Per la cassa integrazione in deroga, inventata di recente per “coprire” i lavoratori delle imprese più piccole, quelle con meno di 15 dipendenti, nel 2011 sono stati erogati circa 1,7 miliardi; per il 2012 si stima che si spenderanno oltre 2 miliardi. Per il 2013 i fondi stanziati sono pari a 800 milioni di euro. Non pare che nel 2013 sia un anno di ripresa, anzi.

Dunque manca all’appello – a voler essere ottimisti – almeno un miliardo di euro. Nella cosiddetta Legge di Stabilità non ve ne è traccia; come in nessun altro provvedimento pendente. E nessuno ne parla: non il Governo, non i leader politici vecchi e nuovi, neppure i sindacati, in tutt’altre faccende affaccendati.

Eppure, secondo l’unanime giudizio di tutti gli addetti ai lavori (Fornero inclusa) verso primavera non ci sarà più un soldo per la Cassa. Dunque, o si trovano (altri) soldi, o i lavoratori tornano al lavoro, o perdono lo stipendio.

Questa, come tante altre mine vaganti, sarà l’eredità per i prossimi Parlamento, Maggioranza e Governo. La prossima manovra s’annuncia, silenziosamente minacciosa, all’orizzonte. Proprio in fondo al tunnel.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci