Non so se quella della “discesa in campo” di Marina Berlusconi sia una boutade, un’idea, una promessa o una minaccia. E non so quale potrebbe essere il suo “appeal” elettorale: se pari a quello paterno di un tempo, o a quello (scarso) di oggi.

Di certo, sarebbe un segnale autentico – molto più di qualsiasi altro – della palude nel quale l’Italia si è invischiata negli ultimi vent’anni. E della crisi della destra italiana, che non riesce a proporre non dico un’idea, un programma, un pensiero, ma neanche una persona che è una spendibile. Se non ricorrendo agli eredi, come nelle monarchie medioevali.

Certo che dopo il “trota” di Bossi, stoppato dalle inchieste più che dalla decenza, il “delfino” (anzi, la delfino) di Berlusconi per raggiungere le vette della farsa manca solo una cosa. La discesa in campo di qualche figlio di Tremonti.

Dopo la destra dei padri, quella dei figli. Il segno che è arrivato il giorno del giudizio per questa nostra povera Patria.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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