Lo scontro tv tra i candidati alle primarie del centrosinistra non l’ho visto; ero troppo impegnato a capire come riuscire a votare alle primarie del centrosinistra. Dopo due ore perse inutilmente a navigare nel sito internet dedicato, mi sono assopito, sognando di un volenteroso cittadino che parteciperà alle primarie del 25 novembre.

Arriva al seggio per votare il “suo” candidato premier; un gentile addetto lo saluta: grazie per essere appositamente uscito di casa per partecipare a questa grande prova di democrazia. Però, se desidera votare Lei deve prima diventare un “elettore del centrosinistra”, con tanto di certificato. Non è difficile, non bisogna passare un esame: bisogna solo andare all’ufficio elettorale. Dov’è? Forse è qui, forse è a pochi passi, forse a 5 km da qui. Ci vada, si registri, poi torni; e la faremo votare con piacere.

Fantascienza? Voglia di polemizzare? No: navigando nel sito delle primarie – in continua evoluzione nelle ultime 24 ore – questa è la procedura indicata. Non si sa ancora dove sarnnno i seggi; non è chiaro se sarà sempre possibile registrarsi direttamente il 25 novembre al seggio dove si voterà; orari e sedi degli “uffici elettorali” dove ci si deve registrare cambiano continuamente nel sito. Informarsi, chiedendo a qualcuno? Magari, se ci fosse un numero di telefono a livello “locale” a cui rivolgersi. Solo indirizzi mail. E chi non ha il Pc o internet?

Per carità, tutto s’aggiusterà: la macchina elettorale si affinerà e tutto sarà chiaro. Figuriamoci se il centrosinistra, con la lungimiranza e la capacità di semplificare le cose difficili che lo ha sempre contraddistinto, non troverà un sistema banale (del tipo: vengo al seggio, mi registro, voto e me ne vado) per evitare di consegnare un altro milione di suoi elettori a Beppe Grillo.

C’è da giurarci.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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