Secondo il Governo la legge di stabilità è giusta e fa bene all’Italia. Per i partiti che lo sostengono è una legge sbagliata, che fa male alla crescita e pesa sulle famiglie. Per il Governo è una legge che mette i conti dell’Italia in sicurezza. Per Bankitalia invece in primavera “potrebbe essere prudente prevedere contenute misure correttive”.

Per il Governo – spalleggiato dall’Istat – la Legge avrà effetto positivo (ergo, meno tasse) sul “99% dei contribuenti”. Per la Corte dei Conti il mix “meno Irpef più Iva” previsto dalla legge “appare sfavorevole per i contribuenti Irpef collocati nelle più basse classi di reddito, 20 milioni di soggetti fino a 15mila euro”.

Per il Governo è una manovra a saldo zero. Per le opposizioni è un ulteriore stretta sui conti pubblici. Per qualche economista (che ha fatto i conti) invece fa aumentare l’indebitamento di un miliardo e mezzo. Per il Governo è la legge fondamentale, della svolta. Per qualche commentatore è una legge “inutile”.

Questo, solo dalla lettura dei giornali di ieri.

Finalmente ho capito perché la chiamano “legge di stabilità”.

La stabilità di questo nostro Paese nel fare molte chiacchiere a vanvera, e pochi fatti concreti e supportati da evidenze certe, è incrollabile.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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