La ministro Fornero era partita bene: quella voce commossa mentre spiegava la riforma pensionistica era il segno della consapevolezza che si chiedevano sacrifici a milioni di italiani “non ricchi”. Una novità comunicativa e di sostanza.

Poi però qualcosa è cambiato: provvedimenti un po’ così, scivolata micidiale sugli esodati, e una serie di esternazioni fuori luogo. L’ultima, ieri, con l’esortazione ai giovani di non essere “schizzinosi” in attesa del posto ideale; meglio buttarsi sul primo lavoro che capita per poi guardarsi intorno da “dentro” il mondo del lavoro. Insomma: giovani, accontentatevi.

La Ministro dovrebbe però sapere che in Italia da un po’ il lavoro non c’é proprio e quando c’è, è precario e sottopagato. E non per i primi tempi, ma per un bel pezzo; forse, per sempre. L’ennesima occasione persa per tacere, e a poco serve la successiva “precisazione”, degna di un Sacconi, Brunetta o Scilipoti qualsiasi, avvenuta dopo l’intervento pubblico.

Perché il problema dei giovani è proprio che si sono accontentati troppo. E, a furia di “accontentarsi”, in cambio della gabbia dorata offerta da famiglie iperprotettive, sono stati relegati ai margini di tutto, a non contare nulla. Con danni per loro. E per l’Italia.

Cara Ministro, il consiglio più saggio da dar loro è proprio l’opposto: arrabbiatevi. Anzi, incazzatevi.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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