L’Italia invecchia. Il benessere, cure sempre più efficaci, un buon sistema di prevenzione, ed ecco che la vita s’allunga. Dovrebbe essere una fortuna, da salutare con gioia. E invece, diventa un problema. Perché il sistema pensionistico va in tilt: troppi pensionati rispetto ai lavoratori attivi. Il rimedio sembra semplice: allunghiamo i tempi della pensione, e il gioco è fatto. Giusto, no?

No. Perché in questo modo non si fa spazio ai giovani. Perché i giovani finiscono gli studi e poi “premono” per entrare nel mondo del lavoro; ma i “vecchi” lavorano più a lungo. E così, cresce la cosiddetta “offerta di lavoro”: da qui al 2020 serviranno 1,6 milioni di posti di lavoro in più.

Ma i posti di lavoro non si creano con la bacchetta magica: per assorbire quest’eccesso di manodopera, il Pil italiano dovrebbe crescere in media dell’1.5 per cento all’anno. E invece qui si cala, o se va bene si “tiene”. E un bel rebus. Su cui chi si candida a governare dovrebbe riflettere, magari suggerendo qualche soluzione. Perché “Protestare é facile, governare è molto più difficile” (Di Pietro dixit).

Cari Beppe Grillo, Bersani, Vendola, Renzi, Casini, Berlusconi, Montezemolo, Di Pietro e compagnia, quando avete finito di aprire bocca e dar fiato fateci sapere che idee avete.

Astenersi perditempo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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