I giovani italiani restano a casa a lungo, a volte anche tutta la vita. Lo si dice spesso, ed è di ieri l’ennesimo studio approfindito sull’argomento. Molti giovani italiani, in percentuali superiori al resto del mondo, vivono a lungo assieme ai genitori, o se ne staccano il minimo indispensabile, vivendo a poca distanza dalla famiglia di origine.

Spesso, è vero, non è una scelta, ma una necessità imposta dalle condizioni economiche e sociali precarie di un’intera generazione. E da un welfare inesistente, con una coesione sociale che si regge solo grazie alle reti familiari, diffusissime nel nostro Paese.

Però, uno scatto d’orgoglio, un’impennata, da parte dei giovani italiani ci vorrebbe. Se non altro per non correre il rischio di passare davvero per dei cocchi di mamma.

Basterebbe anche un bel vaffa generazionale, a tutto e a tutti. Una risposta magari sbagliata, ma meglio di questa rassegnazione, che appiccicata a ragazzi e ragazze di venti o uomini e donne di trent’anni mette una gran tristezza.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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