La crisi c’é. Eccome se c’é: il mondo intero arranca, tante aziende grandi e piccole sono in difficoltà: prodotti invenduti, marchi in disarmo, affari pochi e maledetti, crisi di liquidità.

Però, la Apple ha una capitalizzazione di borsa che supera il Pil della Svizzera e di molti altri Paesi del mondo benestante; ha tanto denaro liquido da poter acquistare insieme Hp, Facebook e Yahoo. E il nuovo I-phone non è uscito e già ci sono ordini per più di due milioni.

La crisi c’é, ma cos’é? Gli esperti dicono: nessuno compra più abiti, auto e frigoriferi; mentre i gadget elettronici – cellulari, smartphone, pc, tablet – vanno alla grande. Giusto. Però, anche tra chi vende prodotti “vecchi”, c’è chi va bene e chi va male. In tutto il mondo; anche in Europa. E persino in Italia.

E allora cos’é questa crisi? Forse il successo di Apple (e di tanti altri, nell’abbigliamento come nell’automobile) è anche merito dei prodotti che vende: accattivanti, emergenti, appetibili. Forse anche di un management capace.

La crisi c’è, e si vede. Ma forse nel declino di tante aziende c’è anche qualcos’altro. Su cui si preferisce sorvolare.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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