Fino a qualche anno fa, andare da Roma a Milano (o viceversa) in aereo costava molto, anche 300 euro solo andata. Poi il costo del biglietto andata-ritorno è sceso attorno ai 200 euro. Tra pochi giorni basteranno anche 99 euro, andata e ritorno. Eppure, il costo del carburante è salito, il costo della vita è aumentato. Un miracolo?

Qualcuno chiama questo “miracolo” concorrenza. Non tra le compagnie aeree, ma con il treno ad alta velocità, che – a costi contenuti – ti porta da centro a centro in poco più di tre ore, non molto più di un aereo, contando gli spostamenti dai terminal al centro cittadino.

E’ un esempio che potrebbe essere ripetuto per un sacco di cose. Concorrenza è una parola che fa rima con mercato. Per questo a lungo osteggiata da molti, a sinistra. Forse perché ci si dimentica che dietro un consumatore si nasconde spesso un povero cristo.

Dicono che alla sinistra i poveri cristi siano simpatici. Forse, se certa sinistra si ricordasse più spesso della parola “concorrenza”, potrebbero diventarlo, almeno a volte, anche i mercati.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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