L’ennesima gaffe su Rosy Bindi e la sua “avvenenza”, stavolta arrivata da un’insospettabile – Cathy La Torre, vendoliana d.o.c. al Comune di Bologna – che segue quelle di Berlusconi e Grillo non è sgradevole di per sé, anche perché Cathy ne ha chiarito subito il senso, sgonfiando il caso.

E’ sgradevole perché rende manifesta una tendenza della cosiddetta “seconda repubblica” – dagli anni ’90 in poi – che pare acuirsi nella “terza”, quella attuale e forse futura. La tendenza a buttare tutto sul personale. Quando la dialettica politica regredisce su difetti fisici, battute grossolane, insulti ad personam, o sui concetti di “vecchio” e “nuovo”, anziché su un confronto tra idee non è mai un buon segno.

Perché se è vero che la politica è “sangue e merda” dove non mancano mai i colpi sotto la cintura, è anche vero che dovrebbe essere anche un confronto tra visioni del mondo, ricette per risolvere i problemi, programmi per cambiare le cose.

E’ questo che sfugge, sempre più. Poi non lamentiamoci se – in questo deserto che sembra estendersi a vista d’occhio – a trionfare sono i “mercati”, i banchieri o – peggio – i comici.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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