Alfredo stanotte ha riposato male: sudori freddi, un po’ di febbre, doloretti allo stomaco che vanno e vengano. Ha sopportato, come sopporta da un anno un carcinoma. Ha sopportato l’intervento, le chemio, le analisi, i controlli, tutto.

Alfredo ha passato una brutta mattina. Un po’ è l’afa di quest’estate romana, ha pensato. Avrebbe voluto andare dal suo medico, al Policlinico Umberto I, ma non può, perché il reparto di oncologia è chiuso fino al 20 agosto.

Niente analisi, niente chemio, niente visite di controllo né assistenza. Nessuna diagnosi o aggiustamento delle terapie; tutto rimandato al 20 agosto. E chi ha fretta, o un’urgenza, s’arrangi. Il reparto è chiuso, per ferie. L’ha deciso il primario dell’Oncologia medica, il rettore Luigi Frati.

Un po’ per le ferie estive del personale medico, un po’ per il blocco del turn-over imposto dalla manovra finanziaria del governo, un po’ per il mancato rinnovo dei contratti che ha mandato a casa migliaia di dipendenti in tutto il Lazio.

Alfredo sente una fitta più forte. Respira profondamente aspettando il 20 agosto.

Sorride pensando che il suo tumore non è andato in ferie.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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