Quest’anno i turisti sono in vacanza. Non nel senso che se ne stanno al mare, ai monti, in campagna, al lago. Sono proprio vacanti, non se ne vedono proprio in giro. Non avrebbe dovuto essere un fenomeno tanto inatteso: la crisi economica morde dappertutto, ed era fatale che “scioperassero dalle vacanze” più persone del solito, o che se ne riducesse la durata, o la spesa media.

La vacanza dei turisti dal turismo poteva essere combattuta; ad esempio, riducendo i prezzi, aumentando le offerte promozionali e cose del genere. Eppure, pochi operatori turistici italiani ci hanno pensato. Si è preferito mantenere le tariffe e sperare in un miracolo del Paese del sole , del mare e del mandolino. Miracolo, che però non c’è stato.

Ignorare le più elementari leggi di mercato ha portato da anni il turismo nel Belpaese a perdere quote rispetto ai concorrenti, Spagna e Grecia in testa. Dove infatti secondo molte stime si registrano cali più contenuti, sia nel turismo “nazionale” che tra gli stranieri. Perché lì si spende meno (e spesso si sta persino meglio).

Insomma, i turisti sono andati in vacanza. Purtroppo assieme a gran parte degli operatori turistici nazionali, che preferiscono piangere sui cali di fatturato e utili invece di fare il loro mestiere di imprenditori.

Speriamo che si sveglino, anziché piangere su camere vuote e ombrelloni deserti venduti a prezzi astronomici.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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