Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) nel mese di giugno la Terra ha raggiunto un nuovo massimo nella sua corsa al riscaldamento: la temperatura media globale sul pianeta è stata la più elevata mai registrata.

Lasciamo stare se la colpa sia della scriteriata opera dell’umanità, come sostengono la stragrande maggioranza degli studiosi, o dei corsi e ricorsi della climatologia, come afferma qualche ultras del capitalismo selvaggio. Colpisce di più la totale indifferenza di tutti al fenomeno in sé. E ai suoi effetti.

Già, perché il caldo e la siccità non fanno solo boccheggiare chi non possiede un buon condizionatore. Ma colpiscono Europa, “Corn Belt” (il “granaio” del Midwest USA) Russia e Ucraina, riducendo il raccolto dei cereali; quest’anno, secondo il dipartimento dell’agricoltura Usa, la produzione sarà insufficiente a sfamare persino i soli “privilegiati” del mondo “satollo”.

I prezzi delle “commodities” agricole (grano, soia, mais) volano, con aumenti anche del 40 per cento. Il rischio fondato è che così continuando alimenti indispensabili per vivere, tipo il pane, finiranno per scarseggiare o per costare più cari dell’oro. Immaginate la scena: in confronto, il default dell’Euro potrebbe essere una quisquilia.

Meno male che ci sono Grillo, Berlusconi, la Minetti, le divisioni interne del Pd e varia umanità a distrarci un po’. Per preoccuparci delle cose serie, c’è sempre tempo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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