Mario Monti ha detto che l’Italia ha intrapreso “un percorso di guerra durissimo contro i diffusi pregiudizi sull’Italia” e “contro gli effetti inerziali di scelte passate”. Il punto più basso fu al G20 di Cannes, l’ultimo con Silvio Berlusconi premier, quando “ in un “clima sgradevolissimo e prossimo all’umiliazione” ci fu “un tentativo di far cedere all’Italia parte della sua sovranità”.

E’ allora è bello sentire Alfano dire che nel PdL “c’è un gran movimento di sostegno alla ricandidatura del presidente Berlusconi” che “alla fine deciderà di scendere in campo” perché “per chi come lui ha governato in anni così complessi e ha ceduto il passo a un nuovo governo tecnico senza mai essere stato battuto in aula e senza avere perso le elezioni” è “giusto e legittimo chiedere un giudizio al popolo italiano sulla storia di questi anni e su una nuova chance di governo”.

Il berlusclown che ritorna a Palazzo Chigi? Immagina la scena. Pensando alla memoria corta di molti italiani che sono convinti che lo sfascio attuale di questo Paese sia “colpa” di un governo che sta lì da meno di 9 mesi, quando non di Prodi o Bersani, vengono i brividi.

Nonostante il caldo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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