Dicono che l’Italia sia il Paese della famiglia. Sarà. Di sicuro, non è un paese per bambini. Di cose da fare ce ne sarebbero tante, grandi e piccole. Politiche fiscali, di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, di organizzazione degli spazi urbani.

Ma i “grandi” sono in tutt’altre faccende affaccendati, e ai bambini regalano magari tanto amore, sotto forma di un videogioco, ma null’altro. Zitto e solo. E se t’affaci dalla finestra in un qualsiasi cortile italiano, un deserto girgio con qualche pensionato che bestemmia o un gatto spelacchiato.

Eppure, ogni tanto, qualcosa succede. La Giunta comunale di Milano, seguendo quella di Torino, ha approvato una modifica al Regolamento di Polizia urbana per permettere ai bambini di poter tornare a giocare nei cortili. Com’era una volta, prima della sbornia da edonismo televisivo.

Per anni è stato vietato ai bambini di tutto, anche di uscire di casa e giocare tra di loro (a palla, a nascondino, a qualsiasi cosa; insomma, di fare i bambini. Perché sennò disturbano la “quiete” dei condomini. Anni che hanno reso i nostri quartieri più tetri e grigi e – forse non a caso – il nostro paese più “povero” e spento.

Ed ecco che da Milano arriva questa piccola macchia di colore. Certo, una cosa piccola, una briciola. Speriamo contagiosa. Perché – come la favola di Pollicino insegna – sono le briciole che possono riportarti a casa. Facendoci intravedere, da quella finestra sul cortile, una cosa che abbiamo dimenticato mentre inseguivamo la noia di un mondo senza disturbi”, senza colore, senza rumore, senza sapore.

L’infanzia.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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