La Merkel la odiano tutti. Pare che la colpa di quanto stia capitando in Europa sia tutta la sua. E che se non si trova una via d’uscita alla crisi dipende solo da lei. Adesso poi Super Mario l’ha pure fatta fuori dall’europeo. Quindi, stai zitta maledetta crucca!

Però, Angela non ha proprio tutti i torti. Perché se è vero – ed è vero – che chiedere l’austerità e il rigore dei conti pubblici proprio nel mezzo di una crisi di domanda è un paradosso (per molti, quasi una bestemmia) è anche vero che chiedere alla Germania di pagare il conto per la dissennatezza greca, spagnola e anche italiana e francese senza pretendere nulla in cambio è altrettanto incomprensibile.

Già. Perché la povera Angela una proposta l’ha fatta: facciamo l’unione fiscale e, per quella via, politica. Se facciamo quella, allora sarà giusto fare gli eurobond, sarà giusto chiedere a tutti di accollarsi un debito collettivo. Perché chiedere – come ha fatto per giorni l’Europa ai tedeschi di dare il via agli Eurobond senza neppure un controllino sui conti pubblici significa, semplicemente, chiedere ad Hans Muller di Colonia di pagare il conto per le pensioni d’invalidità “regalate” ad Atene o per la progettazione del mai realizzato Ponte sullo stretto.

La Germania ha una “colpa storica” che, giustamente, non va dimenticata. E dall’Euro ha guadagnato (e dalla sua fine ci rimetterebbe forse più di altri). Però, nella trattativa che si svolge in questi giorni a Bruxelles, tener conto anche delle sue ragioni – che ci sono – potrebbe essere non un segno di debolezza.

Ma di forza.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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