Mentre la ministro Fornero partoriva, assieme alla sua “riforma” l’ennesima gaffe – stavolta, diciamolo, davvero eccessiva: ma non è ora di dimettersi, cara Ministro? – Bankitalia diffondeva l’ennesimo de profundis sui giovani italiani.

Le opportunità di lavoro per le fasce di età più giovani continuano a deteriorarsi a Nord e a Sud, gli occupati under 35 – indicatore ben più preoccupante del semplice tasso disoccupazione giovanile – è bassa rispetto alla media europea e cala, così come la quota di giovani non occupati, che o restano parcheggiati a scuola o, peggio, non fanno proprio nulla.

Non bisogna stancarsi di ripeterlo; è questo il vero fallimento del sistema Italia. Il segnale che la crisi non solo è profonda, ma che durerà ancora a lungo. Non solo per ragioni “economiche”. Ma perché il fardello di una generazione intera che entra nel mondo del lavoro dalla finestra di servizio o, peggio, non ci entra affatto condizionerà la vita del Paese per almeno cinquant’anni.

Una generazione a cui hanno bruciato il futuro. E’ questo il vero fallimento italiano. E quello di chi, politici fannulloni di ieri e tecnici saccenti di oggi, non ha voluto o saputo fare nulla per sconfiggerlo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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