Giada è distesa sul letto, bellissima nei sui vent’anni; sembra che dorma. Giada, vent’anni, sposata di fretta, oggi avrebbe dovuto essere sui banchi di scuola per la maturità. Invece è morta, all’improvviso. Così come a volte si muore nel mondo.

Giada aveva vent’anni e adesso è lì, sdraiata sul tavolo, in attesa che qualcuno la porti via. Il suo esame di maturità è andato storto. Le sue compagne non sanno ancora che Giada se n’è andata così, come neve a contatto del sole. Non ce l’ha fatta, la bellissima Giada, per un’emorragia, dopo il parto.

Non sanno che ogni anno centinaia di migliaia di donne se ne vanno mentre fanno nascere un bambino. Soprattutto in Africa e in Asia, ma anche in USA ed Europa. In Italia capita 12 volte ogni centomila parti. Un numero alto, molto di più che in Francia, in Germania e in quasi tutti i paesi dell’Europa occidentale. E se sei siciliana, come Giada, succede 24 volte ogni centomila parti.

Le compagne di Giada chine sui libri non sanno che di parto si può ancora morire. Per fatalità o per povertà, certo. Ma anche per incuria e superficialità: almeno metà delle volte, si poteva evitare. Quando lo sapranno, forse qualcuna piangerà un po’; ma hanno vent’anni e la vita davanti. Domani è un altro giorno.

Il giorno muore, il sole tramonta, tra odore di disinfettante, pianti soffocati e bestemmie in corsia. Giada è sempre distesa sul letto, bellissima nei suoi vent’anni, in attesa che qualcuno la porti via.

Chissà se sua figlia riuscirà a crescere in un mondo meno disumano.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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