Fior di economisti e premi Nobel non sanno che pesci pigliare per far ripartire la crescita. I leaders mondiali non trovano soluzioni per far ripartire l’economia. I super tecnici del governo Monti – Passera in primis – s’arrovellano senza risultati sui Cresci-Italia e i decreti sviluppo. Eppure, la soluzione è a portata di mano.

La indica il sempre ottimo sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo, purtroppo un genio incompreso sinora dai suoi illustri colleghi di governo. Per far ripartire l’economia nel brevissimo periodo e aumentare la produttività del Paese serve uno choc.

Lo choc sarebbe l’aumento dell’input di lavoro senza variazioni di costo. Come? “se rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul Pil immediato di circa un punto”. Accidenti, e come mai nessun altro ha avuto questa idea – semplice come sono solo le idee dei geni – per rilanciare l’economia nazionale?

Chissà. Forse la scienza economica è più complessa. Magari bisogna essere competitivi per vendere i prodotti che escono dalle aziende. Forse è tutto un complotto delle multinazionali americane controllate da quei comunisti di Obama, Monti e Draghi. Ed è questo il motivo per cui a Polillo nessuno ha pensato di dare il Nobel, che per l’economia ha un discreto senso.

Bisognerebbe seguire il ragionamento di Polillo: bandire un bel concorso delle idee per proposte semplici e geniali come la sua.

Io, ad esempio, per tagliare la spesa pubblica proporrei di dimezzare il numero di ministri, parlamentari e sottosegretari. E abolire il loro stipendio. Non so se servirebbe alla crescita. Ma al mio buonumore – e quello di molti altri – penso di sì.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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